Pubblicato da: Nikkyo | 9 gennaio 2012

Casa mia per piccina che tu sia

Facciamo il caso che siate in cerca di un appartamento standard a Milano, soggiorno, cucina anche a vista, due camere, possibilmente con balcone. Ecco cosa trovereste in un quartiere non centrale ma ben servito della città.

  • Opzione 1: loft affacciato sul cortile di un palazzo anni Trenta con piccolo soggiorno e cucina a vista, soppalco con letto matrimoniale, piccola cabina armadio e mini bagno con affaccio su cavedio interno. Ulteriore stanza nel seminterrato con affaccio altezza strada e vista su tubi di scappamento auto in coda al semaforo, secondo bagno cieco. Ristrutturato con finiture high tech. Prezzo € 550.000
  • Opzione 2: appartamento al primo piano con terrazzo incassato tra alti condomini tutt’intorno, e finestre che danno sull’altro lato sempre sui muri di altri condomini, bagno con vista su cavedio interno. Parzialmente da sistemare perché il vecchio proprietario lo ha abbandonato ad uso di amici e conoscenti prima di completare i lavori. Prezzo: € 650.000
  • Opzione 3: appartamento in palazzina di nuova costruzione su 2 livelli, con cucinotto di 2 metri, mini spazi e bagno con affaccio su cavedio interno, openspace al piano superiore più altro bagno sempre affacciato sul cavedio, con terrazzino vista muro. Se provate a dire che i pavimenti e i bagni hanno rivestimenti di quarta scelta vi seccano sostenendo che possono sempre essere sostituiti, se osservate che gli spazi sono un po’ angusti e non c’entra un mobile, vi rispondono che potete sempre buttar giù tutto e cambiare la disposizione delle stanze. Onore e gloria all’architetto. Da ristrutturare completamente quindi. € 650.000
  • Opzione 4: finalmente un bell’appartamento con tutte le cosine in regola: terzo piano, balconi con vista cielo, bagno con una normalissima finestra, nessun lavoro da fare. Un po’ grandino forse, dato che son 145 metri quadri. Prezzo: € 980.000.

Ora, se è vero quanto scrive il Fatto Quotidiano che un giovane lavoratore con stipendio fisso di 1800 euro al mese può aspirare al massimo a un mutuo di € 100.0000, mantenendo l’assurda prospettiva di una casa normale senza affacci su muri o livello strada, diciamo che potrebbe aggiundicarsi circa 15 metri quadri, stando abbondanti, e ovviamente commerciali.

Sapete per caso se è ancora libero l’appartamento di Scajola o quello di Patroni Griffi vicino al Colosseo?

Pubblicato da: Nikkyo | 3 agosto 2011

Entriamo nel Merito

Spesso ci si chiede come mai le pubbliche amministrazioni  vantino tra i propri dipendenti gli elmenti più incredibili che classe lavoratrice riesca a esprimere. Mi pregio dunque di riportare a beneficio del grande pubblico (?) alcune note sui criteri di premiazione comunemente adottati in tale contesto.

  1. I premi vanno concessi a pioggia su tutti i dipendenti poiché, dato lo stipendio di base irrisorio, questi permettono di fatto di raggiungere la soglia minima di 1000 euro al mese (vero).
  2. Non è giusto che chi è più qualificato e ha maggiori competenze sia favorito rispetto agli altri, perché questo è prevenuto ad una situazione di privilegio esclusivamente in virtù del fatto che si è potuto pagare gli studi e le eventuali specializzazioni (e infatti in un concorso pubblico un dottorato di ricerca vale 0,2 punti).
  3. E’ giusto premiare anche chi fa lavori semplici e poco impegnativi perché si tratta di impieghi demotivanti che comunque vanno fatti, mentre chi è più bravo e ha mansioni più qualificate ha il dovere di rendere di più. Entrambe le categorie hanno perciò diritto allo stesso trattamento economico.

In pratica l’impiegato modello è un pirla, o chi fa in modo di sembrare tale.

Pubblicato da: Nikkyo | 28 luglio 2011

Sotto l’ombrello (magari)

Non ci sono più dubbi,  ormai ne ho le prove: gli ombrelli vivono di vita propria. Era da tanto che maturavo il sospetto, che raccoglievo dati statistici e contavo ombrelli dispersi, e oggi posso affermare senza margini di errore che essi non vengono persi o dimenticati: sono loro che appena mettono il naso fuori di casa se la danno a gambe.

Ho perso il conto di quanti me ne sono scappati nel corso degli anni. Da quelli parcheggiati nei portaombrelli dei locali e mai più ritrovati – persino nelle sale d’attesa degli ospedali, che chi mai avrebbe il coraggio di fregarselo in un posto del genere – a quelli che han preso la via di fuga sui tram, per le vie affollate, in un ufficio, su una macchina. Uno è riuscito a scappare persino dallo zerbino di casa, ma io lo so che si è rifugiato dal condomino dell’ottavo piano, non me la bevo che si tratta di un sosia!

Ho provato anche a fare dei test con gli ombelli portatili comprati per strada, ma ho osservato che questi adottano una tecnica diversa: già dal primo utilizzo tentano, spesso con successo, il suicidio, o la fuga in volo sfruttando le correnti.

La prova più evidente di quanto affermo è che non sono l’unica vittima del fuggitivo di professione. Amici e conoscenti mi confermano di vivere regolarmente la stessa esperienza e di aver anzi ormai rinunciato a portarselo appresso.

E poiché non mi è mai capitato di rinvenirne uno per strada, mi immagino che esista un posto da qualche parte in cui si ritrovano tutti gli ombrelli fuggiti, felici e festanti per la ritrovata libertà, ridendo di noi  e pavoneggiandosi per essersi aggiudicati la palma di oggetto di più inutile mai inventato dall’uomo.

Pubblicato da: Nikkyo | 25 luglio 2011

Scemo chi Legge

Son tempi duri per la giustizia in Italia: tra indagini, intercettazioni, richieste di arresto, attacchi di politici ai magistrati e presunti complotti di giudici ai poltici non c’è proprio di che stare tranquilli.

Ma vorrei rassicurare i più sospettosi che tra le fila dei lodevoli servitori della legge ci sono dei personaggi alquanto deliziosi, lontani dalle beghe e dalle polemiche, che compiono quotidianamente il loro lavoro con abnegazione e un pizzico di ironia.

Sono i Giudici di pace, quei giudici non professionali chiamati a decidere cause minori, in ambito civile e penale. In pratica se volete fare ricorso per una multa, litigare con il condomino o protestare per il taglio della siepe davanti a casa vi imabatterete in uno di loro.

Io ho avuto questa splendida opportunità per una truffa di cui sono vittima per un acquisto fatto online, ovvero un prodotto pagato e mai ricevuto né  rimborsato. Mi è tornato in sorte come giudice questo splendido vecchietto, con un nome tale da far quasi sperare in una giustizia divina oltrché terrena.

Ebbene il sommo giudice, con una dose di ironia che mai avrei immaginato in un personaggio di tal fatta, ha respinto la mia citazione per non aver prodotto la prova (ovvero il contratto) “scritta e sottoscritta” in forma autografa. L’avvocato che replicava non esistere documenti di tal genere per gli acquisti in rete, si è sentito rispondere che lui non si interessava di calcio.

Possibilità di ricorso pari a 0. Così è scritto, andate in Pace.

Pubblicato da: Nikkyo | 22 luglio 2011

Un aperitivo alle poste

Un giorno accadrà, me lo sento. Ci sentiremo con qualche amico e decideremo che stasera si va a fare l’apertivo alle Poste. Manca poco, non credete, ne ho avuto la chiara percezione ieri andando a ritirare una raccomandata all’ufficio postale della mia zona.

Credevo di aver raggiunto l’emancipazione rispetto alle Poste, avendo delegato la portinaia per le raccomandate e pagando ormai qualunque cose attraverso l’homebanking. Ma anche le portinaie hanno diritto alle ferie e ieri per farmi forza mi son detta: “orsù andiamo a vedere se c’è qualcosa di nuovo”.

Non c’era da rimanere delusi. Al posto del triste ufficietto che ricordavo sorge ora una specie di spaccio, dove si vende di tutto, dai libri, ai dvd, ai giocattoli per bambini. Ma ho ritrovato anche cose che speravo ormai perdute da tempo, ovvero la familiare coda per accedere allo sportello: 40 minuti di attesa con 6, dico solo 6, persone davanti.

Ora, non è chiaro se il negozio l’hanno messo per aiutarci a ingannare l’attesa, oppure aumentino di proposito i tempi della fila per permettere ai clienti di visionare con calma i prodotti esposti. Se fosse così avrei qualche suggerimento per migliorare l’umore dei clienti, perché per quanto impegno ci possano mettere gli impiegati non riusciranno mai a formare code tanto lunghe da permettere a chicchessia di leggere un libro dall’inizio alla fine, e e i dvd lì su 2 piedi non li puoi ascoltare.

Perché non allungare allora di un tot l’orario di chiusura e allestire un bel bar con tanto di happy our, così da poterci nell’attesa rilassare  con gli amici, o perché no, organizzare lo speed date più trendy dell’estate! Quale migliore occasione pe rilanciare la socialità di quartiere!

Ma mentre andavo formulando il piano marketing più innovativo della storia, venne finalmente, alle 19.15, il mio turno allo sportello per il ritiro della corrispondenza:  la rivista della Polizia…. e neanche l’aveo richiesta.

Pubblicato da: Nikkyo | 19 luglio 2011

Gallina vecchia fa buon brodo?

La chiamano l’età della saggezza, pensosa, composta, rivolta alla stabilità:  il tempo in cui, assopite le passioni e gli impeti di gioventù, si guarda con distacco alle piccole cose della vita diventando più altruisti, tolleranti, disposti a dar spazio a chi viene dopo di noi.

Ma dove. Ovunque vai è tutto un brulicare di persone anziane che si affollano, spintonano, danno di gomito per guadagnare posizioni. Te li ritrovi dappertutto rigorosamente nelle ore di punta, proprio negli orari che sono più accessibili per chi lavora: in ospedale sono in lista dalle 7 di mattina (si svegliano presto, non han più il sonno di una volta), dal medico arrivano ore prima dell’appuntamento prefissato (si sa mai che qualche ritardatario perda il turno), alle poste si affollano all’ora di pranzo.

E tutti con la foga di arrivare primi. Dal panettiere provano sempre a passarti avanti, in coda ti guardano di sbieco se non gli lasci il posto, sull’autobus ti si piantonano davanti finché non accenni ad alzarti, salvo poi apostrofarti severamente perché gli stai dando dei vecchi, e comunque loro scendono alla fermata successiva.

Ma il loro luogo prediletto è il supermercato. Pur avendo tutta la giornata a disposizione per far la spesa, te li ritrovi tutti lì alle 6 di sera e il sabato pomeriggio. Qui  sfogano tutta l’aggressività repressa dopo che gli han tolto l’abilitazione alla guida. Dato che per etichetta han sempre la precedenza, sfrecciano con i loro carrelli per le corsie tamponando tutto e tutti, oppure sostano in mezzo alla carreggiata per ore nel tentativo di individuare il miglior prodotto al minor prezzo.

In fila alla cassa ti fissano dal basso dei loro carrelli semivuoti (giacché acquistano un po’ di qualcosa ogni giorno) mandandoti strane maledizioni se non li fai passare, e lì si assestano per ore, tutti assorti nella conta dei centesimi. Distrutti dall’esperienza della spesa vi apprestate a riportare il carrello che vi aveva gentilmente ceduto una vecchina dietro il pagamento di un euro (“tanto lei poi si riprende il mio”) e scoprite, ormai sconfitti, che il carrello è rotto e dentro non c’è nessuna monetina…

Pubblicato da: Nikkyo | 31 maggio 2011

Miracolo a Milano

Sarà banale parlare di elezioni oggi, ma quello che è successo ieri a Milano non è banale affatto.
E’ la prima volta che mi capita una cosa simile da quando sono al mondo. Non avevo mai visto, non avevo mai fatto parte di una folla arancione come quella che si è riversata ieri in piazza Duomo. Non è stata solo una grande festa, è stato un rito di catarsi collettiva.

In piazza c’era almeno un terzo delle persone che hanno votato Pisapia (365mila i suoi elettori più o meno secondo i dati ufficiali). Non eravamo lì per la squadra del cuore, non per un cantante rock, non per una vittoria ai mondiali. Eravamo tutti lì per un uomo “politico”. E non era solo la gioia di aver vinto, di aver sconfitto l’avversario; eravamo lì perché eravamo certi che quell’uomo meritasse di diventare il primo cittadino di Milano.

E sì che fino a poche settimane fa molti di noi non sarebbero nemmeno andati a votare, o l’avrebbero fatto tappadosi il naso, solo per scegliere il male minore. Perché diciamoci la verità, nessuno ha più stima dei politici, né di destra né di sinistra. Ne eravamo tutti stufi, delusi, disgustati. Ma poi è arrivato Pisa-Paperino.
Quello che ha fatto è stato riaccendere una speranza, farci sentire ancora forti e ancora in tanti, e di avere finalmente qualcuno cui dare fiducia.

E piazza Duomo ieri ci credeva, ci credeva veramente. Poi dovremo vedere i fatti, certo, ma il miracolo ieri non era la vittoria della sinistra. Era esserci, era il coraggio di tornare a credere e la voglia di lavorare insieme per un progetto nuovo. Illusi? Forse. ma intanto fino a qui ci siamo arrivati.
E scusate se è poco.

Galleria fotografica

Pubblicato da: Nikkyo | 28 maggio 2011

Alcuni segnali indicano che il vento sta cambiando

Nelle ultime settimane molte cose stanno segnalando che c’è qualcosa di nuovo nell’aria, anzi di antico:

  1. in coda per fare il passaporto c’era uno strano clima, una specie di atmosfera kafkiana alla rovescia: “prego toccherebbe a me ma le cedo il posto”, “si sieda pure, le tengo il posto in coda”, “bella giornata oggi vero?”
  2. perfetti sconosciuti vestiti con indumenti improbabili e di dubbio gusto (tutti arancioni) si sorridono da lontano con espressione beota
  3. un’amica che conosco da anni e che ha sempre pensato solo ed esclusivamente al lavoro ha deciso di donare il sangue e di fare  volontariato. ” Voglio che Milano sia una città ammirata – ha detto – e che i milanesi siano invidiati”
  4. ho lasciato la bici parcheggiata sotto l’ufficio con un nastrino arancione arrotolato in tutta fretta, e ho ritrovato un fiocco in forma smagliante chiaramente annodato da mani esperte. Grazie :)
  5. venerdì sera da un cielo nero pece grondante pioggia è sbucato all’improvviso un raggio di sole che ha illuminato  la facciata del duomo e sopra si è stagliato magnifico un arcobaleno, e poi di fianco un secondo arcobaleno, e tutti hanno fatto OHOOOOO
  6. a Milano da qualche giorno la gente beve solo spritz e negroni sbagliati
  7. una vecchina che arringava i ragazzi in piazza perché non abbandonassero i rifiuti per terra è stata mandata a quel paese solo un paio di volte ed è miracolosamente sopravvissuta alla serata
  8. la mia vicina si lamentava dell’impossibilità di reperire in città palloncini arancioni per la festa della figlia: “scorte esaurite dappertutto, ma come è possibile?”
  9. Red Ronnie ha perso il controllo della sua pagina facebook
  10. qualcuno ha rubato  i dati di accesso a questo blog:  è stato Pisapia!
Pubblicato da: Nikkyo | 20 maggio 2011

Nero di Seppia

  • Chiedilo a don Riccardo, il “prete di notte”, che palpeggia i chierichetti e consuma droga con i ragazzini.
  • Chiedilo a chi il giorno dopo lo ha ricordato “con gratitudine”, specificando che “se noi invece non abbiamo fatto del male, dobbiamo ringraziare il signore che non ci ha fatto cadere”
  • Chiedilo a coloro che il giorno dopo dichiaravano ai giornali “che qui lo sapevano tutti” ma che prima non hanno detto niente
  • Chiedilo al cattolico che vota i politici “a luci rosse” e si giustifica dicendo “se lo fanno anche i preti….”
  • Chiedilo ai mlati i AIDS delle baraccopoli africane, che le suore con benevolenza hanno convinto a non usare anticoncezionali
  • Chiedilo ai rom in fuga da uno sgombero forzato, che il giorno di Pasqua sono stati lasciati fuori dalla chiesa di San Paolo
  • Chiedilo a chi ti dice che il diritto ad una istruzione “libera” e ad una sanità di qualità devi pagartelo a peso d’oro
  • Chiedilo a Peppino, che era solo al mondo con il suo dolore, e ha dovuto lottare per lasciare andare la sua bambina

Se non ci credi, chiedilo a loro.

Pubblicato da: Nikkyo | 12 maggio 2011

Se Clarabella tira un colpo basso a Paperino

Ho sempre pensato che i leader di Sinistra ecologia libertà provengano da Paperopoli per quel modo strano di parlare e di presentarsi in pubblico. Ogni volta che sputa fuori una esse Vendola sembra voglia fare una strage (l’atto più cruento di cui possa probabilmente venire accusato, purtroppo per la Moratti). Mentre Pisapia, il candidato sindaco di Milano, beh, che dire, non può sfuggire l’incredibile somiglianza con Paperino.

L’altra sera vedendolo sul palco in piazzale Duca d’Aosta (non è che ci fossero proprio due gatti al concerto nonostante nessuno ne abbia fatto parola) mi faceva quasi tenerezza. La meraviglia per la folla festante, l’emozione che sfiorava l’incredulità, un certo delizioso disagio nell’improvvisarsi dj al fianco del ben più navigato Boeri, nonché quel suo eloquio da paperotto a tutti lo faceva assomigliare tranne che ad un principe del foro, quale egli in effetti è.

E’ forse per questa sua grazia innata, quasi ingenua nonostante una professione non certo per mammolette, che appare ancora più truce l’attacco della Moratti sulla sue presunte connivenze con il movimento terrorista. Che la spilungona di Palazzo Marino stia ruminando stizza è evidente dal fatto che si mostra così moderata da infangare un avversario sapendo che in quel momento non si può difendere. Ma dico io, come si fa a prendersela così con Paperino?

E comunque a Paperopoli erano di gran lunga più simpatici che qui.

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