Un giorno accadrà, me lo sento. Ci sentiremo con qualche amico e decideremo che stasera si va a fare l’apertivo alle Poste. Manca poco, non credete, ne ho avuto la chiara percezione ieri andando a ritirare una raccomandata all’ufficio postale della mia zona.
Credevo di aver raggiunto l’emancipazione rispetto alle Poste, avendo delegato la portinaia per le raccomandate e pagando ormai qualunque cose attraverso l’homebanking. Ma anche le portinaie hanno diritto alle ferie e ieri per farmi forza mi son detta: “orsù andiamo a vedere se c’è qualcosa di nuovo”.
Non c’era da rimanere delusi. Al posto del triste ufficietto che ricordavo sorge ora una specie di spaccio, dove si vende di tutto, dai libri, ai dvd, ai giocattoli per bambini. Ma ho ritrovato anche cose che speravo ormai perdute da tempo, ovvero la familiare coda per accedere allo sportello: 40 minuti di attesa con 6, dico solo 6, persone davanti.
Ora, non è chiaro se il negozio l’hanno messo per aiutarci a ingannare l’attesa, oppure aumentino di proposito i tempi della fila per permettere ai clienti di visionare con calma i prodotti esposti. Se fosse così avrei qualche suggerimento per migliorare l’umore dei clienti, perché per quanto impegno ci possano mettere gli impiegati non riusciranno mai a formare code tanto lunghe da permettere a chicchessia di leggere un libro dall’inizio alla fine, e e i dvd lì su 2 piedi non li puoi ascoltare.
Perché non allungare allora di un tot l’orario di chiusura e allestire un bel bar con tanto di happy our, così da poterci nell’attesa rilassare con gli amici, o perché no, organizzare lo speed date più trendy dell’estate! Quale migliore occasione pe rilanciare la socialità di quartiere!
Ma mentre andavo formulando il piano marketing più innovativo della storia, venne finalmente, alle 19.15, il mio turno allo sportello per il ritiro della corrispondenza: la rivista della Polizia…. e neanche l’aveo richiesta.
è proprio il caso di dire che ti è arrivato un bel pacco!
Da: zoe su 25 luglio 2011
alle 17:56
fosse l’unico…
Ciao
Da: Nikkyo su 26 luglio 2011
alle 12:33