Spesso ci si chiede come mai le pubbliche amministrazioni vantino tra i propri dipendenti gli elmenti più incredibili che classe lavoratrice riesca a esprimere. Mi pregio dunque di riportare a beneficio del grande pubblico (?) alcune note sui criteri di premiazione comunemente adottati in tale contesto.
- I premi vanno concessi a pioggia su tutti i dipendenti poiché, dato lo stipendio di base irrisorio, questi permettono di fatto di raggiungere la soglia minima di 1000 euro al mese (vero).
- Non è giusto che chi è più qualificato e ha maggiori competenze sia favorito rispetto agli altri, perché questo è prevenuto ad una situazione di privilegio esclusivamente in virtù del fatto che si è potuto pagare gli studi e le eventuali specializzazioni (e infatti in un concorso pubblico un dottorato di ricerca vale 0,2 punti).
- E’ giusto premiare anche chi fa lavori semplici e poco impegnativi perché si tratta di impieghi demotivanti che comunque vanno fatti, mentre chi è più bravo e ha mansioni più qualificate ha il dovere di rendere di più. Entrambe le categorie hanno perciò diritto allo stesso trattamento economico.
In pratica l’impiegato modello è un pirla, o chi fa in modo di sembrare tale.